Lo Scutellosaurus, un altro dinosauro corazzato, era coperto di file di spine ossee che gli fornivano protezione dai predatori.La coda era particolarmente lunga e forse veniva utilizzata per bilanciare il corpo dell'animale si spostava correndo sulle due zampe posteriori.Era lungo 1,20 metri e apparteneva alla famiglia dei ornitopodi.Descritto per la prima volta nel 1981, lo scutellosauro sembra essere una via di mezzo tra i piccoli e veloci ornitischi primitivi come Lesothosaurus e i grossi dinosauri corazzati come gli stegosauri e gli anchilosauri. I resti di questo dinosauro sono piuttosto incompleti, ma permettono comunque una buona ricostruzione dello scutellosauro. Doveva essere un animale piuttosto piccolo, non più lungo di 1,2 metri, munito di zampe posteriori snelle ma robuste, e di arti anteriori più corti, che però potevano permettere una locomozione quadrupede. Lungo l'intero corpo dello scutellosauro erano presenti tubercoli ossei, che ricoprivano come un manto l'animale e probabilmente lo difendevano dai predatori coevi come i famosi dilophosaurus e coelophysis. Questa struttura sembrerebbe essere stata il primo abbozzo di corazza, che verrà poi sviluppata in seguito dai successivi tireofori (stegosauri e anchilosauri).
domenica 27 gennaio 2013
Scutellosaurus
Lo Scutellosaurus, un altro dinosauro corazzato, era coperto di file di spine ossee che gli fornivano protezione dai predatori.La coda era particolarmente lunga e forse veniva utilizzata per bilanciare il corpo dell'animale si spostava correndo sulle due zampe posteriori.Era lungo 1,20 metri e apparteneva alla famiglia dei ornitopodi.Descritto per la prima volta nel 1981, lo scutellosauro sembra essere una via di mezzo tra i piccoli e veloci ornitischi primitivi come Lesothosaurus e i grossi dinosauri corazzati come gli stegosauri e gli anchilosauri. I resti di questo dinosauro sono piuttosto incompleti, ma permettono comunque una buona ricostruzione dello scutellosauro. Doveva essere un animale piuttosto piccolo, non più lungo di 1,2 metri, munito di zampe posteriori snelle ma robuste, e di arti anteriori più corti, che però potevano permettere una locomozione quadrupede. Lungo l'intero corpo dello scutellosauro erano presenti tubercoli ossei, che ricoprivano come un manto l'animale e probabilmente lo difendevano dai predatori coevi come i famosi dilophosaurus e coelophysis. Questa struttura sembrerebbe essere stata il primo abbozzo di corazza, che verrà poi sviluppata in seguito dai successivi tireofori (stegosauri e anchilosauri).
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