Come tutti i rettili volanti, l'Eudirmorphodon aveva le "ali" formate da una membrana di pelle. La membrana alare era tesa tra gli arti anteriori e quelli posteriori e sostenuta dal quarto dito della mano enormemente allungato rispetto delle altre dita. Sbattendo queste ali particolari, probabilmente l'Eudirmorphodon planava lentamente sulla superficie del mare, tenendo i grandi occhi rivolti verso la superficie dell'acqua in cerca di pesci o insetti. La lunga coda, che doveva essere tesa durante il volo, lo aiutava a bilanciare il corpo. Aveva 114 denti
56 nell'arcata superiore e 58 nell'arcata inferiore. Essi avevano due
forme diverse: quelli anteriori erano lunghi e appuntiti, quelli
posteriori a cuspidi, molto probabilmente i piccoli avevano una sorta di
denti da latte che servivano per catturare insetti.Il tipo di dentatura
sarebbe segno di una dieta piscivora; tutto questo sembra essere
confermato dal ritrovamento di squame di pesce come resto di un pasto.
Per catturare i pesci probabilmente si immergeva, proprio come fa la sula,
e sott'acqua imprigionava la preda con il becco, dove avere una buona
vista e, soprattutto, dei muscoli molto forti per risollevarsi in aria.
Esso era un volatore perfetto, possedeva una cassa toracica ampia e
aveva i muscoli collegati allo sterno carenato; per più "'
aerodinamicità '" aveva una forma romboidale. Era un rettile volante molto strano.
Fossilimostre
lunedì 10 febbraio 2014
Eudirmorphodon
Come tutti i rettili volanti, l'Eudirmorphodon aveva le "ali" formate da una membrana di pelle. La membrana alare era tesa tra gli arti anteriori e quelli posteriori e sostenuta dal quarto dito della mano enormemente allungato rispetto delle altre dita. Sbattendo queste ali particolari, probabilmente l'Eudirmorphodon planava lentamente sulla superficie del mare, tenendo i grandi occhi rivolti verso la superficie dell'acqua in cerca di pesci o insetti. La lunga coda, che doveva essere tesa durante il volo, lo aiutava a bilanciare il corpo. Aveva 114 denti
56 nell'arcata superiore e 58 nell'arcata inferiore. Essi avevano due
forme diverse: quelli anteriori erano lunghi e appuntiti, quelli
posteriori a cuspidi, molto probabilmente i piccoli avevano una sorta di
denti da latte che servivano per catturare insetti.Il tipo di dentatura
sarebbe segno di una dieta piscivora; tutto questo sembra essere
confermato dal ritrovamento di squame di pesce come resto di un pasto.
Per catturare i pesci probabilmente si immergeva, proprio come fa la sula,
e sott'acqua imprigionava la preda con il becco, dove avere una buona
vista e, soprattutto, dei muscoli molto forti per risollevarsi in aria.
Esso era un volatore perfetto, possedeva una cassa toracica ampia e
aveva i muscoli collegati allo sterno carenato; per più "'
aerodinamicità '" aveva una forma romboidale. Era un rettile volante molto strano.
domenica 9 febbraio 2014
I progenitori dei mammiferi
LA STORIA DEI MAMMIFERI
Elefanti, tigri, topi e tutti gli altri mammiferi di oggi discendono direttamente da queste strane creature, i rettili-mammifero, che hanno dominato il mondo nel periodo Triassico, circa 220-160 milioni di anni fa. Questi animali particolari vissero contemporaneamente ai rettili normali, ma in essi si svilupparono alcune differenze significative. Mascelle piu robuste di quelle degli altri rettili, e denti di forma e dimenzioni varie per tegliare, triturare e masticare il cibo, come accade nei mammiferi attuali. I gruppi di rettili-mammifero di maggior successo furono i dicinodonti, come il Kannemeyeria, e i cinodonti, come il Thrinaxodon. Ambedue si estinsero nel periodo Giurassico, lasciando però dietro di loro quelli che sarebbero divenuti gli antenati del gruppo attuale di maggior successo: i mammiferi
IL KANNEMEYERIA
Era un animale di grosse dimensioni e dall'aspetto robusto, misurava circa 3 m di lunghezza. Si nutriva di foglie di radici che strappava a grandi morsi con l'aiuto del becco corneo. I resti fossili di questo curioso rettile sono stati rinvenuti in Africa, in Asia e in Sud America.
Pachycephalosaurus
L'enorme scudo cefalico di questo dinosauro erbivoro era costituito di un osso solido dello spessore di circa 25 cm. Come un gigantesco elmetto, questo scudo posto sulla sommità del capo assorbiva l'impatto degli urti durante i combattimenti tra rivali. Dinosauro appartenente al periodo Giurassico è vissuto nel Nord America, era un erbivoro, il suo nome deriva dall'osso della testa: "Rettile dalla testa dura". Comele odierne mucche, anche i pachycephalosauri vivevano in branchi e pascolavano le piante utilizzando i denti per strappare le foglie e gli steli. Quando due membri del gruppo si scontravano frontalmente, il vincitore del testa a testa diventava il capobranco. Il cranio del pachycephalosauro era prorio come un casco parauri; inoltre, vi erno protuberanze e spuntoni sul muso e attorno alla cupola cranica.
lunedì 28 gennaio 2013
Ornithosuchus
L'Ornithosuchus non era come una volta si riteneva: un dinosauro primitivo sebbene si somigliasse moltissimo.Questo animale apparteneva in realtà a un gruppo di rettili: gli Arcosauri, ritenuti gli antenati
dei dinosauri.Dall'aspetto di un feroce predatore,il Ornithosuchus si spostava camminando sulle zampe posteriori.Di grosse dimensioni (poteva arrivare ai quattro metri di lunghezza), l’Ornithosuchus era un predatore di tutto rispetto, probabilmente il più grande del suo ecosistema. Le robuste mascelle erano munite di denti aguzzi, mentre le zampe forti possedevano artigli con i quali l’ornitosuco aggrediva le prede. Il corpo possente era retto dagli arti posteriori lunghi e snelli, mentre quelli anteriori erano più brevi.
domenica 27 gennaio 2013
Scutellosaurus
Lo Scutellosaurus, un altro dinosauro corazzato, era coperto di file di spine ossee che gli fornivano protezione dai predatori.La coda era particolarmente lunga e forse veniva utilizzata per bilanciare il corpo dell'animale si spostava correndo sulle due zampe posteriori.Era lungo 1,20 metri e apparteneva alla famiglia dei ornitopodi.Descritto per la prima volta nel 1981, lo scutellosauro sembra essere una via di mezzo tra i piccoli e veloci ornitischi primitivi come Lesothosaurus e i grossi dinosauri corazzati come gli stegosauri e gli anchilosauri. I resti di questo dinosauro sono piuttosto incompleti, ma permettono comunque una buona ricostruzione dello scutellosauro. Doveva essere un animale piuttosto piccolo, non più lungo di 1,2 metri, munito di zampe posteriori snelle ma robuste, e di arti anteriori più corti, che però potevano permettere una locomozione quadrupede. Lungo l'intero corpo dello scutellosauro erano presenti tubercoli ossei, che ricoprivano come un manto l'animale e probabilmente lo difendevano dai predatori coevi come i famosi dilophosaurus e coelophysis. Questa struttura sembrerebbe essere stata il primo abbozzo di corazza, che verrà poi sviluppata in seguito dai successivi tireofori (stegosauri e anchilosauri).
Heterodontosaurus
Plesiosaurus
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